Saiba por que Bella Ciao cantada por coro de Natal causou polêmica na Itália

Por Ansa

Em uma igreja na cidade de Bolonha, na Itália, a canção histórica da resistência italiana contra o fascismo, "Bella Ciao", foi entoada por um grupo de coral adulto e gerou polêmica. O vídeo da música foi compartilhado centenas de vezes nas redes sociais e dividiu opiniões.

A apresentação ocorreu no palco da igreja Santa Teresa del Bambino Gesù, e o episódio foi comentado inclusive por figuras políticas do país.

O grupo que entoou a canção era multiétnico, da própria cidade, chamado Mikrokosmos. Também estavam presentes na apresentação o "Coro ad Maiora: la bottega della voce", composto por crianças, assim como o "Bassi&co", de jovens. O diretor das apresentações foi Michele Napolitano.

Entre os presentes, houve quem aplaudiu, mas também quem não gostou da iniciativa: "os coristas entoaram 'Bella Ciao' e não me parece que faça parte de um repertório de Natal". Uma outra testemunha ficou desconcertada: "é absurdo que coloquem uma música assim na igreja".

O maestro do coro, no final da performance, fez uma alusão ao atual governo. "Nos encontramos em um momento histórico no qual se está verificando uma limitação da liberdade", afirmou. Já o padre da igreja, dom Massimo Ruggiano, pediu desculpa e disse não ter visto a programação. "Foi um erro pelo qual peço desculpa, mas foi feito sem nenhuma intenção provocativa, polêmica ou de divisão", declarou.

Para Galeazzo Bignami, político da Forza Italia, o caso "é um absurdo". Ele alegou ainda que muitos padres foram mortos pelas mãos de partesão que entoava a canção.

A música tornou-se popular fora desse contexto após entrar na trilha sonora de "La Casa de Papel", série espanhola disponível na Netflix.

 

NATALE "INTERCULTURALE"

Il concerto di #Natale_interculturale. E in chiesa intonano "Bella ciao".Polemiche per il concerto natalizio in una parrocchia a #Bologna. In chiesa il coro intona "Bella Ciao".Prima il coro dei bimbi sulle note natalizie, poi "#bella_ciao" e le reprimende per "la limitazione della libertà" che stiamo vivendo "in questo momento storico".Potrebbe sembrare tutto normale, se ci trovassimo alla festa di #Natale del circolo del Pd o in una vecchia casa del popolo. E invece si tratta di una normale domenica pomeriggio di dicembre nella parrocchia di Santa Teresa del Bambin #Gesù a Bologna. Due bandiere della pace a sinistra, l'immagine della vergine a destra, il crocifisso al centro. Un gruppo di cantori degli adulti intona (in chiesa) l'inno dei partigiani quando (forse) ci si attenderebbe solo un normale "Tu scendi dalle stelle". E tutti applaudono.Se ci fosse stato don Camillo di Giovannino Guareschi, a concerto concluso avrebbe chiesto al crocifisso cos'ha provato nel trovarsi alle spalle di un coro che ha voluto infilare "Bella ciao" nella scaletta natalizia. "Gesù, lo vedete fin dove siamo arrivati? – diceva don Camillo in uno dei celebri film all'elezione di Peppone a sindaco – io le dico che un giorno verranno fin qui dentro e ci pesteranno sotto i piedi". Forse oggi ci siamo davvero arrivati.Ieri sera nella parrocchia bolognese del quartiere Savena era in programma un "concerto corale" per il "Natale più interculturale che ci sia". E già il manifesto lasciava intendere (forse) il tono dell'evento. A scaldare le corte vocali erano presenti il "Mikrokosmos" (coro multietnico di Bologna), il "Coro ad Maiora: la bottega della voce", il "coro giovanile Bassi&co." e il "Mikrokosmos dei piccoli". Direttore della serata: Michele Napolitano."Sembrava tutto normale – racconta al Giornale.it una ragazza presente alla serata – prima ho sentito cantare i bimbi canzoni natalizie, poi è stato il turno degli adulti". Ad un certo punto la "sorpresa". "I coristi hanno intonato 'Bella ciao' – continua la testimone – e non mi sembra faccia proprio parte del repertorio di Natale".Il video della performance partigiana (guarda qui) sta scatenando le più svariate reazioni. "Sono rimasta sconvolta e sconcertata – aggiunge la ragazza – È pazzesco che in chiesa si mettano a cantare quelle canzoni". Non solo. Perché a quanto pare "il maestro del coro" dopo aver "parlato dei partigiani" avrebbe anche "utilizzato una allusione chiarissima: non ha citato l'attuale governo, ma ha detto che ci troviamo in un momento storico dove si sta verificando una limitazione di libertà". Il tutto con il Santissimo Sacramento poco distante.Esplode immediata la polemica politica. "I parroci 'rossi' non sono certo una novità – attacca Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega – ma, da quando Salvini ha compromesso gli interessi economici e ideologici di chi operava nell'accoglienza indiscriminata, le cooperative rosse e quelle bianche hanno rinforzato il sodalizio contro il governo in carica. In questo modo pensano di allontanare l'elettorato cattolico della Lega ma resteranno nuovamente delusi".Per l'onorevole Galeazzo Bignami si tratta di "uno schifo" in una città dove sempre più "Dio ti vede e Stalin ti sente": "Non starò qui a ricordare le decine di preti ammazzati da partigiani che intonavano quella stessa canzone – dice al Giornale.it – Non starò nemmeno a discutere sul significato politico di quella canzone. Ma ritengo inaccettabile che un canto di guerra e divisivo, connotato evidentemente e notoriamente da un significato politico, non dovrebbe essere ascoltato in quel contesto e in questo momento".Non è chiaro se parroco di Santa Teresa fosse a conoscenza della scaletta o se abbia solo messo a disposizione la chiesa (abbiamo telefonato alla parrocchia, ma il don non era disponibile e siamo in attesa di essere ricontattati). Resta però l'inequivocabile video. E quel canto che stona col crocifisso costretto suo malgrado ad ascoltare.Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/coro-natale-interculturale-e-chiesa-intona-bella-ciao-1617513.html?fbclid=IwAR24BfYG96FGxi0zgmrSpk2ZY5fwt1m6CyV1lDx2qtxRbMLpzJH7QEBnp_U

Posted by Mostafa Milani Amin II on Monday, December 17, 2018

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